PARCO TERMALE DI COLA DI LAZISE

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A Colà di Lazise, un piccolo paese dell’entroterra gardesano Veneto, la scoperta dell’acqua calda si è rivelata in un evento straordinario. |
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Acqua sorgiva dalle viscere della terra, dal profondo delle ere geologiche, che avrebbe continuato a scorrere sotto la crosta terrestre, fiume gorgogliante e segreto, vitale e ignoto, se a qualcuno non fosse venuto in mente di cercare nel sottosuolo una falda acquifera per irrigare un magnifico parco di 13 ettari, ricco di alberi secolari: il Parco di Villa dei Cedri. |
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La Villa dei Cedri, costruita secondo la tipologia delle ville napoleoniche dall’architetto Luigi Canonica tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800, è soltanto una , ma sicuramente la più prestigiosa, tra le varie strutture che compongono la proprietà cui essa dà il nome. |
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Le altre sono Villa Moscardo, risalente al XV secolo, sulla cui facciata una lapide attesta il passaggio dell’imperatore Carlo V il 21 aprile del 1530, e poi foresterie scuderie, una maestosa serra in ferro battuto della seconda metà dell’800 e tre portinerie di cui la principale in stile neogotico. Ai Moscardo che acquistarono la tenuta dai Sansebastiani verso la metà del ‘700, si devono probabilmente la forma e il disegno del parco, ripresi e completati dai Miniscalchi Erizzo, proprietari dalla fine del ‘700 sino ai primi del Novecento: le note tematiche sono arcadico – settecentesche, con uno sviluppo arioso di percorsi e spazi aperti che saranno tipici del giardino ottocentesco. Famiglia assai nota, imparentata con un doge veneziano e proprietaria di un monumentale palazzo a piazza delle Erbe a Verona, i Miniscalchi fecero costruire la Villa dei Cedri in stile neoclassico. In un prezioso album fotografico di Richard Lotze del 1860, presso il Museo dei Miniscalchi di Verona, figurano alcune immagini del parco, la cui ricchezza floristica è rimasta immutata nel tempo. Centocinquanta cedri (Cedrus atlantica, C. atlantica “Glauca “, C. deodara) e poi Abies alba, nordmannica, Pinus nigra, P. excelsa,, Fragus sylvatica, P. “Purpurea Pendula”, Liquidambar styraciflua, Taxus baccata e T. bacctla “Frastigiata”) sono alcune delle specie presenti. La forma del territorio, all’epoca della creazione del parco, era quella di un enorme catino attraversato nel centro da un torrente.
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